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  • Giornata di visita degli organi e delle chiese
    Domenica, 2 Ottobre, 2011

     

    Concerto ad Albese con Cassano
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    Concerto ad Arosio
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    Concerto ad Inverigo
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    Concerto Anzano del Parco
    Ore 21.00 - Sabato, 10 Dicembre, 2011

     

    Concerto ad Orsenigo
    Ore 21.00 - Sabato, 17 Dicembre, 2011

     

 

Inverigo

 
 

L'ORGANO DELLA CHIESA DI SANT'AMBROGIO IN INVERIGO

 

L'organo presente nella Chiesa parrocchiale di Sant'Ambrogio di Inverigo è stato costruito nel 1937 dal varesino Vincenzo Mascioni.

Nato da una famiglia di lunga tradizione organaria, nipote di quel Giacomo Mascioni, che fu fondatore nel 1829 dell'omonima azienda, sotto la sua guida, la ditta raggiunse livelli tecnici d'avanguardia e notorietà mondiale. Ad oggi sono stati realizzati dalla "Fabbrica d'organi Mascioni" più di 1.100 organi.

 

Il costruttore di questo strumento ha caratterizzato un'epoca, legata storicamente a fermenti di autonoma cultura, determinatasi con l'affievolirsi della spinta rappresentata dal movimento ceciliano. Se da una parte il Mascioni dimostra un legame alle forze novatrici ed ai nuovi sistemi di trasmissione, dall'altro tutta la sua produzione appare temperata dalla corretta utilizzazione dei materiali usati, dall'accurata lavorazione, dal gusto dell'intonazione che da sempre caratterizza la tradizione organaria varesina.

 

La disposizione fonica dell'organo riflette con perfetta aderenza il gusto dell'epoca, adattandosi all'esecuzione di una vasta letteratura musicale con sonorità ed amalgame assai apprezzabili.

 

Da una nota inviata il 7 novembre 1989 al Parroco di Inverigo, la Commissione per la Tutela degli Organi della Lombardia presso la Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici sottolinea: "L 'organo Mascioni èun documento di tecnica costruttiva e di disposizione fonica che va conservato come traccia di un momento particolare della storia dell'organo italiano, solo oggi affrontato con profondità e rigore di studio dagli storici dell 'organo".

 

Aseguito della ristrutturazione, nella successiva "Dichiarazione di Collaudo" datata 18 ottobre 1990, la stessa commissione scrive: " Questa commissione ha esaminato i lavori della Chiesa di Sant ‘Ambrogio condotti dalla Famiglia Vincenzo Mascioni di Cuvio. Essi sono stati effettuati con scrupolo e perizia recuperando un manufatto che rispecchia caratteristiche costruttive di transizione e quindi interesse storico. Le parti mancanti o irrecuperabili sono state integrate con materiali idonei che completano il disegno sonoro dell'interessante strumento. Esso trovasi in perfette condizioni di efficienza e pertanto può dirsi collaudato".

 

L'apprezzamento per il restauro dell'organo è stato più volte ribadito da diversi organisti. In una missiva indirizzata al Parroco di Inverigo, a firma dell'organista Gianluca Cesana, si legge: " …desidero dichiararle un apprezzamento sincero per il sapiente recupero dell'organo Mascioni che, dopo tanti anni dalla sua costruzione, mantiene caratteristiche foniche molto belle e offre tali possibilità esecutive da renderlo strumento ambito anche sul piano concertistico, oltre che per l'usoliturgico…”.

 

 

L'ORGANO DELLA CHIESA SAN VINCENZO IN CREMNAGO D'INVERIGO

 

La Chiesa parrocchiale di Cremnago d'Inverigo, dedicata a San Vincenzo, da più di tre secoli è dotata di un organo. Si ritiene, come risulta da una nota spese dei registri parrocchiali, che I'organo sia stato collocato nella Chiesa di Cremnago sin dal lontano 1779. Tale strumento, posizionato in fondo alla navata, sopra il portale, è attualmente inutilizzabile in quanto bisognoso di restauro: le perdite d'aria sono notevoli così come la meccanica è sconnessa.

Lo strumento ha subito, nei secoli, un elevato numero di interventi che rendono ancora più difficoltosa la ricostruzione della sua storia ed origine.

Ciò che possiamo osservare è che fu costruito all'interno di una cassa armonica preesistente che, dal punto di vista volumetrico, era assolutamente insufficiente a contenerlo.

Ogni minimo spazio disponibile di detta cassa è stato sfruttato, rendendo praticamente impossibile l'accesso alla parte superiore del somiere, il dispositivo che fornisce alle canne aria, mantenuta ad una pressione costante; per entrare nello strumento sarebbe necessario togliere un gran numero di canne dal loro alveo, per questo motivo non si sono potute studiare le caratteristiche di questo strumento.

Elementi distintivi della cassa sono due porticine laterali, che un tempo dovevano consentire l'accesso alla parte superiore del somiere. Oggi la loro luce è occupata dalle canne lignee, disposte lungo le superfici interne della cassa. Il Bonitta, nel suo libro su Cremnago, descrivendo parte dello strumento così narra: “Sunessuna delle superfìci esaminabili sono state trovate scritture utili. Solo sul retro del frontalino della tastiera si legge di un intervento recente: Pulito e riparato da Bianchi Giovanni successore di Mauri Giorgio. Casciago (VA) "

Attualmente l'organo amalgama elementi di varia provenienza, epoca e stile avendo utilizzato, per le ristrutturazioni sostenute negli anni, materiale usato ed adattato alla struttura esistente. Tali manufatti furono in gran parte ottenuti dallo smontaggio di vari strumenti ed adattati alle strutture preesistenti tramite soluzioni piuttosto discutibili. Nel secolo scorso, secondo il Bonitta, nella storia dell'organo di Cremnago appare, misteriosamente, il nome dell'organaro più famoso ed abile di tutto l'ottocento italiano: Giuseppe Serassi. Artefice di grande genio e fabbricatore di organi, la sua firma è incisa sul retro della canna maggiore della piramide frontale, indubbiamente autentica: "GIUSEPPE SERASSI - BERGAMO 1808".

 

L’ORGANO A CANNE DELLA CHIESA PARROCCHIALE DI S. LORENZO MARTIRE IN VILLA ROMANO’ DI INVERIGO

 

Nell’ antica chiesa parrocchiale di Villa Romano - frazione di Inverigo – Provincia di Como e Arcidiocesi di Milano è collocato dall’ anno 1848 un organo a canne proveniente da Varese, come attestano alcuni documenti rinvenuti nell’ Archivio Parrocchiale.

Lo strumento, completamente restaurato nel 1994, fu collocato sulla controfacciata della navata della Chiesa, posto su una bella e sobria cantoria con struttura in legno di larice costruita un anno prima, nel 1847, anch'essa completamente restaurata nel 1991/92.

La Chiesa di S. Lorenzo, edificio di origine rinascimentale con pregevoli affreschi e decorazioni di scuola lombarda risalenti alla fine del secolo XV°, fu dunque abbellita e completata con la collocazione dell’organo.

Le linee architettoniche della sua cassa, con prospetto ad un solo campo piramidale, ben si adattano alla forma sobria della copertura a capanna della navata, ma anche ai due possenti archi in pietra a sesto acuto che la sorreggono.

Anche il cromatismo del legno, con due capitelli dorati, si abbina alla decorazione cinquecentesca del soffitto, composto da pianelle di cotto con scialbo di calce e decori ad affresco d'indaco e nocciola.

Lo strumento, di scuola varesina ma di origine incerta (Biroldi o più probabilmente Bernasconi) non è stato però certamente costruito per la Parrocchiale di S.Lorenzo.

Infatti qui è stato collocato, adattando ed ampliando il più antico somiere di noce lombarda che presumibilmente è della fine del XVII^ secolo.

Sul crivello di sostegno delle canne e sulla tavola delle manette di registrazione, durante il restauro eseguito dalla Casa Organara Cav. Emilio Piccinelli di Ponteranica (Bergamo), si sono riscontrate le sigle "Silvabella" che potrebbero indicare il luogo originale di destinazione dello strumento.

Anche l'ampliamento del medesimo, eseguito quasi certamente in occasione della ricollocazione dell'organo nella Chiesa di Villa Romanò, riporta eguale numerazione e tipologia di grafica.

Le canne dello strumento sono anch'esse di due differenti periodi di costruzione (sec.li XVII /XIX).

Alcune sono in lega con freni in ottone a lamina: Viola 16 piedi nel soprano - materiale fonico con registro dolce e di particolare timbro ed effetto.

La tastiera, anch'essa ampliata, ha tasti diatonici con placcature in osso e cromatici in ebano.

Il comando dei registri è a manette con scorrimento orizzontale, disposte su due colonne a destra della tastiera.

Esternamente alla cassa, sul lato sinistro, sono due mantici, sovrapposti "a cuneo".